Archivi tag: Twitter

La politica dei nuovi linguaggi

Giuro che questo era un post che non volevo fare.

Non mi piace il populismo qualunquista di questo blog, nè iniziative vaffanculo-destruens. Credo che l’intreccio tra fascinazione antipolitica e self marketing sia da non perseguire.

Eppure quello di domenica, volenti o nolenti, è il linguaggio della moltitudine. Il frutto della capacità di auto-organizzarsi attraverso i mezzi di comunicazione di massa per le masse; la capacità di sfruttare le logiche e i linguaggi del nuovo web; la tangibilità della potenza delle conversazioni dal basso. In questo sta il senso: la forma.
So che il discorso si fa pericoloso, ma provate a seguirmi.

In un corsivo su La Repubblica Michele Serra ha scritto:

Questo costringe chi dubita della forza politica e culturale di Internet (compreso chi scrive) a rifare un po’ di conti, perché la giornata di ieri, e questo Grillo lo sa, è soprattutto un colpo all’idea di onnipotenza della televisione, una breccia nel muro, un indizio non decisivo ma importante a favore del peso che la rete ha via via acquisito nel determinare orientamenti e scelte di massa.

Ecco, il punto è questo: i linguaggi dei media di massa – quelli in cui la politica italiana è cresciuta e riproduce – hanno visto la potenza delle conversazioni dal basso. E non parlo di Veltroni che usa twitter come fosse un luogo per comunicati stampa user friendly, che ha 12 following – Rosy Bindi su twitter ne ha uno solo: Veltroni – molto selezionati e si muove con british understatement – questo è vecchi linguaggi dentro un nuovo mezzo.

Parlo di quelli che si sono accorti dell’incrinatura. Che i nuovi linguaggi sono politici. Che il web non è solo uno strumento da contemplare nella propria campagna, da mettere nel paniere del marketing politico. Il web è un luogo della politica. E il fatto che stia dentro la rete non significa che il suo impatto non sia reale.

Ecco, il V-Day studiatevelo nella forma. Ci troverete il gene mutante che diventa visibile.

Update

Leggo oggi e sottoscrivo molte cose della riflessione di Luca De Biase. Non concordo solo sull’uso del termine “controinformazione”. O meglio: ci troviamo di fronte alle nuove forme e modalità di comunicazione; forme che emergono dalle pratiche quotidiane di comunicazione che hanno interiorizzato le logiche dei media mainstream e le hanno giocate in modo “tattico”. Modi che “producono” e creano, non solo nella forma di “contrasto”, non solo in contrapposizione (come in verità il caso di Grillo mostra) ma mostrando strade diverse.