Archivi tag: anime

Profili di cartoon

I-cartoni-animati-invadono-le-foto-dei-profili-del-Social-Network-Facebook-Retro-Viral-DNA

Quanto la televisione sia centrale nella costruzione del nostro immaginario lo capite in questi giorni stando dentro Facebook. Le immagini del profilo dei vostri friend sono cambiate. Là dove c’erano seri professionisti, colleghi, amici, ecc. trovate Lamu, Daitan III, Remi, Lupin III …

L’iniziativa è stata lanciata da Alessandro Donald Schultz Loi con la creazione della pagina evento “Cambia La Foto Del Tuo Profilo Con Quella Di Un Eroe Dei Cartoni Animati”. L’invito esplicitato è:

Dal 15 al 25 novembre cambia la foto del tuo profilo di Facebook con quella di un eroe dei cartoni animati della tua infanzia e invita i tuoi amici a fare lo stesso…lo scopo? Per diversi giorni non vedremo una sola faccia”vera” su Facebook

Molti blog e siti (ma non la pagina evento su Facebook: strategia del virale?) la riportano associandola alla settimana dei diritti dell’infanzia che ricorda la ratifica della Carta dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, avvenuta il 20 novembre 1995.

Si tratta comunque di un’attività generalizzata di massa che passa dal network delle relazioni sociali connesse e “spinge” con forza sfruttando la logica dell’intrattenimento e l’ancoraggio all’immaginario dell’infanzia. E sappiamo come in Italia, a partire dalla frangia più vicina nel tempo della generazione X, i cartoni animati, in particolare l’arrivo di quelli “giapponesi”, abbiano rappresentato un momento evolutivo della “coscienza di classe” generazionale, in termini di valori emotivamente condivisi attorno agli stessi eroi ed antieroi passati sul piccolo schermo. Come ho già scritto i cartoni giapponesi sono alla base sia di meccanismi di nostalgia generazionale che di occasioni di riconoscimento e produzione di un we sense generazionale.

I modi in cui bambini ed adolescenti hanno assunto dosi così massicce di valori ed etiche provenienti da una cultura non occidentale ha creato un imprinting culturale generazionale differente rispetto ai padri. La frequentazione di anime prima e manga poi, ha saputo “creare significati in una società senza punti di riferimento”: si tratta di prodotti culturali che sono ancorati alla valorizzazione delle differenze, ad una conoscenza emotiva e che contempla l’irrazionale, perché la filosofia giapponese – secondo i principi di shintoismo e buddhismo – non si fonda su una conoscenza speculativa ma sulla trasmissione di sentimenti condivisi. Per esemplificare, come spiega Cristiano Martorella:

Molte serie a fumetti giapponesi raccontano lo stravolgimento operato dall’uomo contro la natura, e denunciano la distruzione provocata dall’inquinamento. Spesso propongono di recuperare l’antico equilibrio e l’armonia fra essere umano e natura tramandato attraverso le credenze shintoiste. Questo è il caso della Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki. Ulteriore importante elemento è il relativismo delle categorie di bene e male. In regola con i princìpi buddhisti che non concepiscono una natura maligna in assoluto, il bene e il male sono considerati come conseguenze dei comportamenti dei personaggi. Così non è raro che un personaggio cattivo decida di cambiare atteggiamento, convinto dalla determinazione e generosità del buono, e passi dall’altra parte. Accade nel fumetto di Dragon Ball, dove Junior diventa grande amico di Goku e tutore di suo figlio Gohan. Infine, ultimo ma non meno incisivo, è l’elemento sessuale. I fumetti giapponesi sono l’unico prodotto per giovani che narrano spontaneamente e senza tabù la sessualità, senza nascondere nemmeno i desideri pruriginosi e le perversioni. Si tratta di una libertà sessuale che gli altri mezzi narrativi stanno conquistando con fatica e fra innumerevoli polemiche.