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La balcanizzazione di Facebook

Un po’ di tempo fa abbiamo discusso al festival di cultura digitale MedioEra con Antonio Pavolini e Alessio Jacona della mainstreamizzazione dei social media, di come una normalizzazione del loro uso nelle nostre vite ed una diffusione di massa abbia dato vita ad una sorta di balcanizzazione.

Questo è il video della nostra chiacchierata, giocosa e leggera ma che voleva mettere a fuoco temi che sempre di più oggi sono rilevanti.

Quando i social media diventano di massa

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Osservare oggi la realtà dei social media in Italia significa confrontarsi con la loro mainstreamizzazione.

Questa è il prodotto di un accesso sempre più di massa a cui è corrisposto un uso sempre più “normalizzato” degli ambienti digitali. Fino a qualche anno fa ci sembrava che la condizione naturale di queste realtà fosse il loro essere aperte ad una continua sperimentazione, il loro essere in “beta permanente”, dicevamo, Anche dal punto di vista dell’uso da parte degli utenti.

Oggi questa condizione è diventata sempre più una nicchia evolutiva: l’eccezione e non la regola. La normalità è invece costituita dalla parte emersa, quella che si mostra con tutta la sua auto-evidenza nella nostra esperienza quotidiana, e che mostra come ci sia una centralità dei linguaggi televisivi che ha assorbito logiche e dinamiche della connessione. Ne abbiamo discusso al festival di cultura digitale MedioEra con Antonio Pavolini e Alessio Jacona di come l’uso più recente dei social media finisca per replicare in ogni micro realtà la dinamica celebrity-audience con una vocazione che dipende dall’essere “broadcaster dentro” e che spesso riversa online codici e linguaggi della neoTV caciarona, volgare, sopra le righe, ricca di sfoghi emotivi e dell’equivalenza delle opinioni rispetto alle competenze. In fondo Vittorio Sgarbi al Maurizio Costanzo Show era un esempio di come si trollano gli altri.

Questa percezione del come dover essere in Rete che tende a guidare spesso chi più recentemente è entrato, dipende anche dal racconto che della Rete stiamo costruendo nei media(ne parlo più approfonditamente su Agenda Digitale ), che esalta il carattere di personalizzazione e il culto della celebrity che comunica alle masse: tra Fiorello e Renzi, per capirci.

Non che la Rete sia solo questo, ma il racconto di questa sua parte emersa, il mutamento di scala che l’accesso generalizzato e di massa ha prodotto nei social media, genera una percezione diversa del “dover essere” nell’online che accentua più spesso l’attenzione all’avere un audience che l’esaltazione del versante conversazionale, che è il nostro vero petrolio sociale.

 

Tra employee 2.0 e docuweb

Questa settimana sarò alla Social Media Week a Roma e parteciperò a due eventi che mi permettono di rimettere a tema due ambiti che mi stano professionalmente a cuore.

Il primo ha a che fare con la realtà d’impresa e con la forma di evoluzione dell’incontro tra domanda e offerta e tra mercato e consumatori. L’occasione è costruita attorno all’evento “Employee 2.0 – Dalle relazioni istituzionali alle relazioni distribuite” che darà vita a

una riflessione sulla comunicazione corporate e sulla relazione tra l’ azienda e la “nuova” utenza che viene dalla rete. Come cambiano le esigenze della comunicazione delle aziende? Quali sono i rischi e le opportunità portate dalla rete? In quale direzione devono muoversi le aziende per andare incontro alle nuove esigenze dell’utenza o – più precisamente – alle esigenze della nuova utenza?

Ne parleremo, moderati da Alessio Jacona, con Luca Sartoni, Stefano Epifani, Alberto Marinelli e Matteo Menin al Palazzo Giannelli Viscardi (9 febbraio 2011 dalle ore 10). Mi piace questa idea di fare incontrare il mondo che legge il mercato 2.something sia sul lato dei professionisti che su quello delle Università. Perché credo che la realtà della formazione nel nostro Paese abbia sia molto da imparare che da insegnare (sì, anche per i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione).

Poi in serata (dalle ore 18.30, Tempio di Adriano) mi trovate alla “Proiezione del film Italiani 2.0 , docu-web sulle storie degli italiani al tempo di Internet (qui il trailer).

[YouTube= http://www.youtube.com/watch?v=PR_b_AaO4Q8&feature=player_embedded%5D

Seguirà una chiacchierata con la coppia Mirko Pallera & Alex Giordano, Alfonso Amendola, Luca Leoni (autore di Italiani 2.0), Lino Palena (regista di Italiani 2.0) e Gianfranco Marziano (disoccupato web star), moderati da Barbara Carfagna.

Qui ci spostiamo sul terreno della cultura e dell’immaginario, cioè sulle forme di analisi e rappresentazione dei “fenomeni vivi” del digitale. L’evento è organizzato dal  Ninja LAB in collaborazione con Centro Studi Etnografia Digitale. Del centro, nuovissimo progetto no profit di ricerca web, faccio parte assieme ad alcuni amici e giovani ricercatori e spero possa diventare un modo di mettere in moto la ricerca in modi trasversali tra Università e mercato, tra dentro l’Italia e fuori.