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#cambiostile: la comunicazione politica che ci si aspetta

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Il manifesto di Parole O_Stili raggiunge la sua età adulta. E lo fa rivolgendosi al mondo della politica con il progetto #cambiostile.

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Parole Ostili nasce come progetto dal basso in contrapposizione alla tossicità di un ambiente comunicativo online in cui la libertà di espressione si scontra con i limiti della violenza verbale, in cui la bellezza della presa di parola si miscela con l’aggressività comunicativa. I 10 punti del manifesto si presentano volutamente come slogan di cui appropriarsi, su cui misurarsi e da discutere, volendo. Il conflitto è positivo se è sulle cose e non verso le persone: è il punto 8 del manifesto, “Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare”.

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Il conversational divide nel digitale

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La Presidente della Camera Laura Boldrini ha lanciato nella giornata contro la violenza delle donne un messaggio da Facebook per sensibilizzare i cittadini circa l’“utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale”. E lo ha fatto pubblicando un piccolo estratto di tutti quei messaggi di insulto che sono presenti nella sua timeline ogni mese.

Si tratta di commenti fatti su Facebook che contengono nomi e volti di chi si è espresso in modo violento e sessista nei suoi confronti. Una pillola di quella dimensione conversazionale che valica la linea della libertà di espressione trasformandola in hate speech.

In questa operazione di sensibilizzazione troviamo però accanto alla forza della denuncia i limiti dell’indicare in pubblico all’interno delle reti sociali connesse.

Questa operazione mostra infatti in modo evidente non solamente un fenomeno di violenza verbale ed insensata presente in Rete ma anche le dinamiche di potere presenti.

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