g.g.

Giuseppe Granieri ci ha insegnato, tra i primi, ad osservare il digitale e le sue trasformazioni in Italia e ha continuato a farlo fino all’ultimo momento descrivendo quella che lui definiva una “umanità accresciuta”.

Dall’era dei blog alla società digitale, dalle sperimentazioni in Second Life alle sfide editoriali come Direttore di 40k, startup italiana che pubblica libri unicamente in digitale, fino alle analisi dell’intelligenza artificiale.

L’ho conosciuto prima in rete, discutendo nei commenti del suo blog – “bookcafe.net”, uno dei primi siti letterari italiani, che è da qualche anno scomparso, una perdita di contenuti di anni inenarrabile per ricostruire la storia della rete italiana – , rilanciando nel mio blog, trovandoci nei commenti di altri… in un’epoca in cui i social media non erano ancora presenti, e, come capitava spesso allora, solo poi ci siamo incontrati in presenza per “Conversazioni dal basso”, una serie di conferenze/BarCamp organizzata tra Pesaro e Urbino con i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione (qui il video della sessione con gg e Diego Bianchi, affiancati da me e Sybelle).

gba, Sybelle, gg, Zoro

La sua intelligenza vivida, la capacità di costruire e coinvolgere comunità connesse, di indicare le prospettive professionali della rete lo ha portato a insegnare per più di un decennio all’Università di Urbino Carlo Bo, con i corsi laboratoriali sui social media, così amati da studentesse e studenti per la possibilità di mettere le mani in pasta e confrontarsi con la guida di Giuseppe.

Giuseppe ha scritto di culture di rete per molte testate come Il Sole 24 Ore e La Stampa, settimanali come L’Espresso e periodici come Reset e la rivista de Il Mulino

All’annuncio della sua scomparsa ho ritrovato la “parte abitata” della rete italiana, quella che ha partecipato a costruire la nostra cultura del digitale, compresi quegli studenti e studentesse che lui fotografava ad ogni inizio di corso del suo laboratorio, scrivere e commentare post nei diversi social media, riattivando ancora una volta attorno a lui la grande conversazione connessa che amava (una puntuale narrazione delle sue attività diverse le trovate nel ricordo di Lorenza).

Essere compagno di sperimentazione di molti progetti e amico fraterno di un guru della rete come g.g. (così il suo nickname in rete) ha cambiato per sempre la mia vita, portandomi a fare dell’essere connessi un valore positivo da promuovere.

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